Più greco e latino per salvare l’Europa dai populismi Εκτύπωση
Συντάχθηκε απο τον/την Maya   
Πέμπτη, 11 Απρίλιος 2019 07:52

Preme lo spirito dei tempi. O almeno incalza lo spirito dei tempi illuminati che tenta di rischiarare l'oscurità dell'oggi, e che in particolare cerca sostegno nel passato per convalidare alcuni sacrosanti principi del presente: dignità umana, libertà, la democrazia, uguaglianza, parità tra uomini e donne, Stato di diritto, rispetto dei diritti umani. È l'operazione che conduce Maurizio Bettini nel suo Homo sum, una vela Einaudi che si dispiega contro sovranismi e populismi, partendo dal mondo antico dei greci e dei romani, alla ricerca delle forme culturali specifiche di quell'epoca sulle quali proiettare la Dichiarazione del 1948. In questo confermando la posizione di Epistoa.

Epistoa è una associazione, anzi una cooperativa europea che non produce beni materiali ma promuove beni culturali e politico-morali. Il nome nasce dalla fusione di epicureismo e stoicismo, scuole di pensiero dell'antichità promotrici di pensieri di giustizia e mitezza, solidarietà e fratellanza. Lo scopo di Epistoa è quello di proteggere lo stato di diritto e i valori europei come elencati nell'art. 2 del Trattato sull'Unione Europea. Valori che sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia e dalla solidarietà. Sono valori che per essere mantenuti richiedono lungimiranza e coraggio civile, sorveglianza e audacia, immaginazione e creatività, oltre che una solida cultura politica.

L'attività di Epistoa si correla anche alla promozione dello studio e della conoscenza delle lingue antiche, latino e greco. Non certo in nome dell'invocazione a un passato e a una tradizione dipinti come compatti e omogenei in cui non c'è posto per l'altro, il diverso, quello che non è dei «nostri»; in nome invece della nobilitazione dello sfondo culturale che diede origine e senso a tali concetti e visioni. Perché fu proprio il mondo dell'antichità che elaborò le prime linee di quella visione dell'essere umano che poi, attraverso lo sviluppo storico, condusse alle attuali costituzioni centrate sullo stato di diritto e non da ultimo alla Corte Europea per i Diritti Umani, un unicum nel panorama geopolitico mondiale.

Simbolo di Epistoa è un acquedotto romano: un ponte per condurre acqua che vede metaforicamente passare anche persone, come pure culture e lingue, idee, sogni, visioni, utopie nelle quali gli aspetti comuni dell'essere umani (homo sum) prevalgono su barriere, divisioni e alterità. Acqua che promuove la vita come fa la magnanima regina Didone – nell'immagine di apertura del libro di Bettini - salvando dal naufragio davanti alle coste di Cartagine le navi dei Troiani e lo stesso migrante Enea che andava a fondare indirettamente nientemeno che Roma.

Dal 5 al 7 aprile ci sarà il meeting di Epistoa (www.epistoa.eu) a Verbania: tra gli interventi, si segnalano quelli di J. Luther sul tema “La sovranità dei cittadini europei” e quello di L. Orelli Facchini sul tema “In aiuto ai Lincei: un canone per l'Europa”: appuntamento a Verbania, sabato 6 aprile alle 17, a Villa Giulia.

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