L'antica tecnica del tombolo in passerella con Dior: "Ora le sarte della tradizione salentina siano tutelate" Εκτύπωση
Συντάχθηκε απο τον/την KATEPINA M   
Πέμπτη, 30 Ιούλιος 2020 21:48

L'antica tecnica del tombolo in passerella con Dior:

Marilena Sparasci ha 74 anni e le sue creazioni hanno fatto il giro del mondo.

Ma lei (con il suo socio 39enne a cui ha insegnato tutto) è una delle ultime custodi, e il suo piccolo regno è a Tricase. Ora si muovono i sindacati per tutelare questa eccellenza.

 

"Solo per lacrime di felicità". Marilena Sparasci cuciva queste parole nei fazzoletti che ricamava per le spose. E ora quelle lacrime di felicità le versa lei: a 74 anni le sue creazioni sono finite in passerella per Dior, nella sfilata Cruise 2021 che si è svolta il 22 luglio in piazza Duomo a Lecce. La sapienza delle sue mani è finalmente riuscita a meravigliare gli occhi dei milioni di persone che hanno seguito l'evento online, in tutto il mondo. E l'arte del tombolo ha avuto il riscatto che merita. Perché è arte a tutti gli effetti, e ormai sono in pochi a dominarne tecniche e segreti. Marilena Sparasci ne è una delle ultime custodi, e il suo piccolo regno è a Tricase.

"Da piccola andava dalle famose 'mescie', sua madre la mandava lì in estate ma lei il tombolo lo odiava". Lo ha capito dopo, e vi si è dedicata totalmente. A parlare di lei è Marco Fersino Ribeiro Amorim, suo socio in Ribeiro art - Fili d'arte (ribeiroart.com). Lui 39 anni, lei 74. Lui per metà portoghese, lei per metà tedesca. Si sono trovati a Tricase, e non si sono più lasciati. Perché la 'mescià ora è Marilena, Marco il suo allievo al quale affida un compito fondamentale: far sopravvivere il tombolo, tramandarlo alle prossime generazioni. E ci voleva Dior per far capire l'importanza della missione. "Sono gli artigiani della moda a possedere le competenze per realizzare l'eccellenza dei brand internazionali di lusso come Dior", ha detto d'altronde la direttrice creativa Maria Grazia Chiuri.

E proprio lei è andata a cercare i custodi del tombolo a Tricase, il paese d'origine di suo padre: "Quando è arrivata a casa di Marilena non credeva ai suoi occhi - ricorda Marco - conosceva il tombolo, ma non immaginava quello che vedeva". Dopo tre giorni è arrivato l'ordine per l'abito, e per i fazzoletti. Il primo, originale e unico, è diventato iconico dell'intera sfilata, l'immagine rimbalza adesso sui social e su riviste internazionali, perché è espressione suprema di Puglia. Vi sono stati applicati circa 250 pezzi ricamati a tombolo: rose e farfalle, fiori e foglie, ognuno dei quali ha comportato giornate intere di lavoro, fino a 15 ore al giorno passate a ricamare in silenzio.

"Quel capo l'abbiamo cominciato ai primi di marzo e finito il 19 luglio, a pochi giorni dalla sfilata", ricorda Marco Fersino Ribeiro Amorim. I fazzoletti, invece, sono stati riprodotti per diventare copricapi (indossati dalla maggior parte delle 45 modelle), o essere cuciti per comporre due altri abiti. È stata la ribalta del costume delle nonne salentine, quello che si è visto in piazza Duomo, che ha proiettato nell'alta moda la cultura del fazzoletto, il dono di un manufatto creato per un'occasione speciale, la preziosità di un ricamo che più che uno sfizio è un gioiello da custodire in cassaforte. È un'arte che rischia di perdersi, e non a caso ora, dopo il successo di Dior e Chiuri a Lecce, anche i sindacati fanno sentire la propria voce: "Dobbiamo necessariamente continuare a preservare queste nostre tradizioni - dice Fabiana Signore, segretaria generale Uiltec di Lecce - affinché non vadano perdute nel tempo". Marco a Marilena lo sanno da sempre, e non vedono l'ora di passare il testimone racchiuso nelle loro mani: l'obiettivo è creare un'accademia del tombolo, "un sogno che Marilena ha da vent'anni, e per il quale finora non ha mai ricevuto aiuti o attenzione dalle istituzioni".

I tempi potrebbero essere cambiati grazie a Dior: "Per ora riceviamo complimenti da tanti Paesi, Hong Kong, Brasile, Polonia, America". Bisogna vedersi da fuori per capire che il tombolo è arte italiana d'eccellenza, che il tradizionale corredo delle spose non è retaggio di un tempo perduto e antiquato, ma il regalo più prezioso che si possa ricevere. Dietro c'è ingegno e creatività, ci sono mani che si muovono con precisione, dita che cuciono senza indugi, occhi fissi per ore su un singolo dettaglio. "Oggi il tombolo ce lo chiedono per i cuscini per le fedi del matrimonio, per piccole bomboniere o per farne una spilla - osserva Fersino Ribeiro Amorim - Il corredo è ormai usa e getta, ma a volte prepariamo anche tovaglie e tende, e Marilena cuce quadri di carattere sacro".

Il commercio è molto limitato - anche per i prezzi - ma un futuro c'è e può passare anche per l'alta moda. Certo, è difficile trovare chi sappia ancora farlo: "Nella zona di Tricase non è più diffuso. Ho provato a chiedere in giro quando Dior ci ha contattato, perché volevano molto di più di quanto io e Marilena potevamo realizzare - ancora Fersino Ribeiro Amorim - Ma c'erano solo donne di 70-80 anni, potevano aiutarci relativamente". Marilena Sparasci la sapienza ce l'ha, negli anni è stata anche in giro per l'Italia e non solo, a studiare l'arte del ricamo e a insegnarla. Prendere parte alla sfilata di Dior, osservare dai margini della piazza la ribalta mondiale che le sue opere stavano conquistando è stato un sogno che si è realizzato. Il prossimo, per lei e il suo socio, è l'accademia del tombolo.

https://bari.repubblica.it/cronaca/2020/07/27/news/l_antica_tecnica_del_tombolo_in_passerella_con_dior-263016339/

Τελευταία Ενημέρωση στις Πέμπτη, 30 Ιούλιος 2020 21:56